Pagliuzze e Calatravi… Un super Politecnico “catalano” davanti alle Vele dell’Archistar?

Un nuovo grande politecnico regionale, che formi profili professionali al servizio dell’economia emiliano – romagnola, posto esattamente davanti alla stazione Mediopadana: questa la proposta dell’architetto Santiago Calatrava, ospite martedì a Reggio Emilia per la assemblea provinciale degli Industriali.

Il grande architetto spagnolo Reggio ha realizzato tre ponti e la stazione Mediopadana nell’area nord della città: nel corso dell’assemblea di Unindustria Reggio Emilia, ha presentato un breve video in cui ha illustrato alcune suggestioni sulla possibile collocazione del Politecnico, di fronte alla stazione Mediopadana, e la sua integrazione con le altre urbanizzazioni. Si tratta di alcuni abbozzi, ha precisato lo stesso Calatrava, che servono solo per “stimolare l’immaginazione” degli stakeholder locali. Il costo dell’operazione potrebbe aggirarsi, secondo una stima dello stesso Calatrava, intorno ai 90 milioni di euro.

Calatrava ha illustrato l’idea dal palco del Teatro Valli facendo scorrere su uno schermo alle sue spalle le immagini futuristiche di un suo recente progetto realizzato in Florida, la sede della Florida University a Lakeland, vicino a Tampa. Una struttura posta in mezzo a laghi e ampi spazi verdi, che potrebbe essere sostanzialmente replicata a Reggio, anche se in scala ridotta. Calatrava ha poi messo in parallelo le potenzialità di Reggio con quelle di Zurigo, dove oltre 100 anni fa erano presenti due edifici apparentemente fuori scala rispetto alle dimensioni ridotte della città: la stazione ferroviaria e il politecnico (da cui uscì Albert Einstein). Come a dire: cari reggiani, credeteci, è possibile.

Il punto è questo: i vertici degli industriali immaginano uno sviluppo dell’area della Mediopadana orientato alla costruzione di una cittadella della conoscenza: secondo gli strateghi di via Toschi sarebbe un formidabile motore di sviluppo per tutta la città. Non va però dimenticato che ad un convegno di Car Server del novembre 2015 diversi attori politici della città (chi scrive ricorda il sindaco Vecchi, dall’archivio spunta pure l’ex sindaco Delrio) sentenziarono che intorno alla stazione di Calatrava non sarebbe spuntata una nuova colata di cemento. Qualunque nuovo insediamento dovrebbe essere immaginato quindi a basso impatto e orientato al ‘pubblico’ più che al ‘privato’. Ma chi ha le risorse per finanziare un’impresa simile? Vedremo. Di sicuro il presidente uscente degli industriali reggiani crede molto all’idea-Politecnico.

“Nello scorso mese di luglio – ha detto Severi – mi sono espresso sull’ipotesi di dar vita a un inedito “Politecnico” regionale. Questi territori hanno vissuto dal dopoguerra in poi una straordinaria rivoluzione industriale fondata sulla conoscenza tecnica. Dobbiamo continuare ad alimentare questa cultura di base per garantire continuità di sviluppo e prosperità alle nostre imprese e alle nostre comunità”. “Tralasciando le soluzioni organizzative – prosegue Severi – mi preme evidenziare che questa iniziativa dovrebbe nascere dalla collaborazione tra le diverse facoltà degli atenei regionali e le fondazioni degli istituti tecnici. Allo stesso tempo appare evidente che Reggio Emilia, non solo in forza del proprio sistema produttivo, ma anche della propria posizione, ha titolo per candidarsi a ospitarne la sede”.

“In proposito – ha significativamente aggiunto Severi – vale la pena ricordare che il masterplan elaborato oltre dieci anni fa da Santiago Calatrava indicava l’asse parallelo all’autostrada che lega tra loro la Fiera e la nuova stazione, come luogo ideale per collocare i nuovi insediamenti che dovrebbero caratterizzare il futuro di Reggio Emilia e dell’area vasta che la circonda. Dunque, se l’area mediopadana ha bisogno di un ‘Politecnico’, l’area della Stazione Mediopadana è il luogo ideale nel quale collocarlo”.

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One Response to Pagliuzze e Calatravi… Un super Politecnico “catalano” davanti alle Vele dell’Archistar?

  1. Stritolato 20 settembre 2017 at 18:07

    Mi pare che in Italia ci siano già abbastanza università.
    Meglio far lavorare di più i professori esistenti che spendere centinaia di milioni in edifici galattici.