Tassate, tassate, qualcuno resterà…il soggiorno divide le donne renziane

Se da una parte la tassa di soggiorno proposta dall’assessore dem Natalia Maramotti incassa il sostegno degli alleati di Mdp, dall’altra divide il Partito democratico in Consiglio comunale. E precisamente l’area renziana, di cui la stessa Maramotti fa parte. “Capisco che occorrano risorse per promuovere le attività turistiche nel nostro territorio, purtroppo ancora sotto dimensionate rispetto alle potenzialità. Capisco che molte altre città abbiano risolto il fabbisogno di risorse con l’introduzione della imposta sulle presenze turistiche. Ma non credo che il sistema migliore per promuovere un settore asfittico sia quello di gravarlo di nuove imposte che comporteranno, fra l’altro, un aggravio negli adempimenti burocratici per gli operatori del settore”. A scriverlo su Facebook è la consigliera dem renziana Maura Manghi.

Un post, il suo, che tra gli osservatori politici non è passato inosservato perché è una bocciatura senza se e senza ma della proposta della Maramotti. L’idea d’introdurre l’imposta sulle presenze turistiche – val la pena di ricordare – era stata avanzata dall’assessore a titolo personale. Tuttavia il tema arriverà presto in giunta. Dove troverà, pur con dei paletti precisi, il via libera di Mdp. “Credo che l’introduzione di questa come di qualsiasi altra imposta – scrive ancora su Fb la consigliera Manghi – vada contro il proposito che questa amministrazione si è data fin dall’inizio del mandato: non imporre nuove e maggiori tasse, ma anzi cercare di ridurre quelle esistenti. Mettendosi tutti attorno ad un tavolo, insieme agli operatori del turismo, possiamo cercare di trovare in altro modo le risorse necessarie”.

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