Cassa integrazione alla Artoni per 116 ex dipendenti. L’azienda è in amministrazione straordinaria

Scatta la cassa integrazione per 116 dipendenti della Artoni, azienda trasporti di Guastalla che è in procedura di amministrazione straordinaria dal giugno scorso: la misura è in vigore dal primo agosto scorso e lo sarà per tutta la durata dell’attività del commissario straordinario. Il personale sarà sospeso a zero ore ma, compatibilmente con il programma di amministrazione straordinaria, verrà attuata una rotazione per permettere la prosecuzione a livelli minimi di attività.

Durante l’intervento della cassa integrazione straordinaria, le parti (in primis sindacato e commissario straordinario) hanno concordato di poter utilizzare lo strumento della procedura di licenziamento collettivo “secondo il criterio della non opposizione al licenziamento – si legge nell’accordo – finalizzata al ricollocamento del personale ovvero al raggiungimento dei requisiti pensionistici nel corso del periodo di Cigs e/o mobilità”. La regione Lombardia nell’ambito delle iniziative di propria competenza, ha confermato “la disponibilità ad attivare percorsi di formazione, ricollocazione e riqualificazione professionale attraverso il proprio sistema di politiche attive”.

“La procedura – si legge in una nota della Filt Cgil – riguarderà tutti i 116 dipendenti ancora in forza alla Artoni Trasporti spa (in stato di insolvenza dal tre maggio scorso), 21 dei quali assunti a tempo indeterminato presso la sede centrale di Reggio Emilia. All’accordo – prosegue la nota – si è giunti dopo che il Commissario Straordinario Franco Lagro ha informato le parti delle trattative aperte per la vendita di asset aziendali ritenuti particolarmente appetibili sul mercato. Qualora queste trattative andassero a buon fine si procederà alla ricollocazione del personale interessato; intanto si applicherà la Cassa Integrazione a rotazione e a zero ore compatibilmente con le esigenze della Amministrazione Straordinaria”.

“Per il personale che non potrà essere ricollocato – conclude la Filt Cgil – l’accordo prevede un percorso per il raggiungimento dei requisiti pensionistici attraverso la procedura strumentale del licenziamento collettivo”.

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