Non perdetevi le foto di Erwitt e della Maier al Ducale di Genova (mostre divertenti)

Mi piace molto, da pseudo intellettuale di sinistra, unirmi al coro degli insoddisfatti per la nomina di Luca Bizzarri a presidente della Fondazione Palazzo Ducale a Genova. E sia anche una nomina di rappresentanza e non di spessore progettuale (e quindi cos’è, un testimonial?), e metti anche che Luca Bizzarri abbia fatto pure teatro, mica solo Camera cafè (buon per lui), ma non mi pare mica che basti. O meglio, mi pare il colpo di grazia a qualsiasi ambizione di definire una cultura che non sia prima di tutto intrattenimento (altro tema che a noi pseudo intellettuali di sinistra piace molto).

Erwitt

Erwitt

Confesso che, malgrado il mio ruolo (lo ricordo, di pseudo intellettuale di sinistra) sono anni che seguo con una certa affezione l’operato di palazzo Ducale a Genova, che propone mostre main stream ma, specialmente in ambito fotografico, piuttosto interessanti. Molti gli artisti noti e i nomi di richiamo, questo è certo (Brassai, Capa, Salgado per citare i fotografi, Van Gogh, Modigliani Warhol per citare alcuni pittori). Ma non sono gli unici. Ricordo ad esempio quella dedicata a Lisetta Carmi o la grande esposizione dedicata ad August Sander, entrambe belle ed emozionanti. L’approccio divulgativo è, di solito, onesto, il programma annuale ben calibrato e, insomma, fino ad oggi l’operato genovese è quanto di meglio possa chiedere il turista in città.

Che la nuova nomina contribuisca alla conoscenza dell’operato culturale cittadino lo scopriremo, ai posteri l’ardua sentenza.

Intanto, per non sbagliare, consiglierei una visita entro fine mese.

Sì perché è prorogata al 3 settembre la mostra dedicata a Elliott Erwitt e alle sue fotografie a colori.

Maier

Maier

Selezione molto interessante e buon allestimento generale – anche se ormai è quasi impossibile gustarsi fotografie esposte senza vetro…. questione di conservazione e sicurezza? Mah, suppongo sia così. Erwitt è noto soprattutto per le sue immagini in bianco e nero, per il mondo della pubblicità e per il suo umorismo. Spirito del tutto conservato nei suoi scatti a colori, tenuti solitamente per sé. Il colore, in Erwitt, contribuisce soprattutto a dare una sorta di storicità più evidente, mentre il bianco e nero sembra astrarre e rendere senza tempo e universale le sue immagini. Da non perdere poi i contributi di André Solidor, alter ego (pazzo) del fotografo che con la sua fotografia demolisce pezzo pezzo i giganti dell’immagine riutilizzando e ribaltando cliché, feticci e stereotipi dei grandi artisti contemporanei. Nemmeno lo stesso Erwitt sfugge a questa parodia d’artista.

È una mostra che diverte, così come vi divertirete alla piccola raccolta, aperta fino ad ottobre, di Vivian Maier. Da poco riscoperta, e da qualche anno in viaggio per l’Italia dopo essere passata da Nuoro, Milano e Roma, questa tata autodidatta da sempre appassionata di fotografia affascina e inquieta, rendendo sopratutto evidente come a fare il fotografo sia la tecnica, certo, ma anche la capacità di visione e l’indefessa perseveranza alla ricerca dell’attimo perfetto – qualità che l’avvento delle digitali non ha scalzato. Sguardi che si incrociano, presenze e assenze un po’ stralunate, come l’autrice stessa, che tanto sanno dire della vita, dei sentimenti che la animano, della loro tragica ironia.

Gli intellettuali preferiscono il concettuale... ma non disdegnano il neorealismo :-) (foto di repertorio)

VERISMO – Gli intellettuali preferiscono l’arte concettuale… ma non disdegnano neppure il NEOREALISMO 🙂 (foto umoristica pescata nel web)

Elliot Erwitt – KOLOR

Fino al 3 settembre 2017

Vivian Maier – Una fotografa ritrovata

Fino al 10 ottobre

Genova, Palazzo Ducale

Valutazione:☺☺☺

Consiglio di visione: Per chi ha voglia di divertirsi con le immagine, scoprendo il lato ironico della fotografia

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