Gli stranieri che fecero l’impresa: nel reggiano 8mila attività gestite da non italiani (sono il 14% del totale: figo!)

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Crescono ad un ritmo superiore rispetto a quelle italiane; operano soprattutto nelle costruzioni e nel commercio, ma sono numerose anche nel manifatturiero; ormai rappresentano il 14,3% del totale delle aziende presenti sul territorio reggiano: sono le imprese fondate da cittadini di origine straniera.

Un blocco di 7.917 imprese che, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio, nel primo semestre 2017 sono cresciute di 127 unità, con un +1,6%.

Nello stesso periodo, le imprese fondate da italiani sono invece calate dello 0,9% passando da 47.772 di dicembre 2016 a 47.330 di giugno 2017, ovvero 442 unità in meno. La maggiore vitalità delle realtà imprenditoriali che fanno capo a cittadino nati al di fuori del suolo nazionale permette di contenere il saldo negativo che si registra per la struttura economica provinciale, saldo che nel primi sei mesi dell’anno in corso si è attestato a -86 imprese.

La tendenza alla crescita delle imprese create da stranieri si riscontra nella maggior parte dei settori dell’economia provinciale. Sono cresciute del 2,3% le aziende del commercio che, a giugno 2017, hanno raggiunto le 1.175 unità; andamento positivo anche per le imprese che svolgono attività nell’alloggio e ristorazione che sono passate da 512 di fine 2016 a 534 (+4,3%). Le attività del terziario – che rappresentano il 12,3% delle imprese “straniere” presenti nella provincia reggiana – hanno registrato un incremento del 3,5% e hanno raggiunto le 975 unità, trainate dall’andamento dei servizi rivolti alla persona. In sei mesi le imprese che svolgono questo tipo di attività sono cresciute del 6,7% passando da 327 a 349: riparazione di computer e di beni per uso personale (da 36 a 40 imprese in un semestre), assistenza sociale non residenziale (da 16 a 31) e “altre attività di servizi per la persona” (voce che comprende i saloni di barbiere e parrucchiere, gli istituti di bellezza, lavanderie e tintorie, ecc.) cresciute del 2%, sono le attività che hanno mostrato gli incrementi più consistenti.

Raggiungono le 626 unità, crescendo dell’1,7%, le aziende gestite da stranieri che svolgono attività di servizi alle imprese: passano da 111 a 120 le attività di supporto per le funzioni d’ufficio; lo stesso dicasi per le attività di servizi per edifici e paesaggio (da 111 a 119); salgono da 20 a 24 le attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale.

Fra le attività manifatturiere, la maggior consistenza di imprese “straniere” si colloca nell’industria del tessile-abbigliamento (705 imprese, quasi i due terzi del manifatturiero “straniero” complessivo), seguita da quella metalmeccanica. Le costruzioni, settore nel quale opera quasi il 48% delle aziende gestite da stranieri, sono cresciute, nel primo semestre del 2017, dello 0,2% passando da 3.781 a 3.788.

Ma da dove arrivano gli stranieri che hanno deciso di avviare un’attività nella nostra provincia? Quasi nove aziende “straniere” su dieci (7.034 unità) sono state costituite da imprenditori nati in Paesi extraUE e solo il 10,9% da nativi comunitari. Cina, Tunisia, Egitto, Albania e Marocco (con riferimento alle sole imprese individuali, le uniche per cui è possibile associare la nazionalità al titolare) sono i paesi d’origine delle comunità imprenditoriali straniere più rappresentate nella provincia reggiana. Crescono del 2,3%, e si confermano in vetta alla classifica delle nazionalità maggiormente presenti in provincia di Reggio Emilia, gli imprenditori cinesi, che a giugno 2017 hanno raggiunto quota 998. Aumentano gli imprenditori nordafricani: +0,6% i tunisini (che, con 874 unità, si collocano al secondo posto nella graduatoria degli imprenditori extracomunitari), +0,1% gli imprenditori egiziani, che raggiungono le 859 unità, +0,5% i marocchini (752). Prosegue anche l’incremento di imprenditori nati in Pakistan (+3,2%), e fra dicembre 2016 e giugno 2017 registrano un aumento consistente, pari al +12,2%, gli imprenditori nativi della Nigeria. Primo Paese comunitario, che si colloca al sesto posto nella graduatoria in ordine di diffusione imprenditoriale, è la Romania con 285 imprenditori (+3,3% in sei mesi).

In calo gli imprenditori nati in Albania che, con un -2,7% in sei mesi, sono passati da 779 a 758.

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One Response to Gli stranieri che fecero l’impresa: nel reggiano 8mila attività gestite da non italiani (sono il 14% del totale: figo!)

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    virginiofrello 7 agosto 2017 at 10:26

    Questi sono gli stranieri benvoluti, non quelli che vengono a cazzeggiare.

    Nelle nazioni serie quando servono manovali si accettano in entrata manovali, quando servono ingegneri si accolgono gli ingegneri, ecc. Una cosa di buon senso, insomma.

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