Ipertermia: una metodica efficace nel trattamento dei tumori

Intervista al prof. Giammaria Fiorentini, primario di Oncologia a Pesaro

image1

 

Prof. Fiorentini, Lei ha organizzato recentemente un convegno, a Pesaro, con oncologi provenienti da ogni parte del mondo che hanno riportato esperienze e studi legati in particolare all’ipertermia, da Lei applicata da diversi anni.

Come è noto l’ipertermia è una metodica antica, già nota in passato, molto diffusa all’estero – soprattutto in Asia -  ma parzialmente utilizzata in Italia.

Quale è stata la sua esperienza in questo senso?  

Dal 2004 ho partecipato a studi organizzati della European Society of Hyperthemic Oncology (ESHO) e della International Clinical Hyperthermia Society. In questi studi si sono sviluppati programmi di terapie integrate nella lotta ai tumori comprendenti la chirurgia, la radioterapia la chemioterapia e l’ipertermia.

Quando?

In generale l’ipertermia – prodotta con diverse tecniche- viene utilizzata associata a chemioterapia e radioterapia nei trattamenti di seconda o terza linea, quando cioè la malattia si ripresenta dopo mesi o anni dal primo trattamento.

Per chi?  

Possono essere trattati pazienti con lesione recidivata o metastasi a livello peritoneale, epatico, toracico.

Le nuove frontiere prevedono sempre più aspetti integrativi tra i vari tipi di cure, soprattutto ora…

Si sta sviluppando l’immunoterapia dei tumori che è sinergica con l’ipertermia.

Ci parli dei due ragazzi guariti che hanno raccontato la loro esperienza al convegno.

Sì, abbiamo diversi pazienti che hanno avuto significativi e consolidati miglioramenti. Questo purtroppo non vale per tutti. Vi sono piccole nicchie di pazienti con malattie poco frequenti che possono avere una significativa risposta all’ipertermia. L’astrocitoma cerebrale (un tipo raro di tumore al cervello) sembra essere una di queste malattie. Abbiamo due trentenni che hanno prolungato benessere dopo 11 e 5 anni dall’ipertermia ricevuta. Oggi è possibile in Italia e a Pesaro.

Questo vuol dire che il cancro non è più considerato un male oscuro?

Sì. Il cancro è sempre più curabile con le nuove conoscenze che derivano dall’approfondimento della conoscenza della biologia dei tumori; possiamo quindi sperare di ottenere ogni giorno di più come curabilità e guaribilità delle neoplasie.

Quali sono le nuove tecniche di trattamento da Lei applicate, oltre e con l’Ipertermia, per trattare i tumori loco regionalmente cercando di ridurre al minimo la disseminazione a distanza?

Applichiamo le infusioni endoarteriose selettive. Per esempio nelle neoplasie del fegato utilizziamo micro-particelle precaricate con farmaci e le infondiamo direttamente nei vasi che portano sangue ai tumori. Oppure somministriamo farmaci direttamente nel peritoneo, nell’addome per curare le carcinosi peritoneali. Meno frequente è diventato oggi l’utilizzo delle infusioni arteriose di farmaci negli arti colpiti da melanoma. Qui abbiamo nuovi farmaci a bersaglio molecolare particolarmente attivi.

Per saperne di più?

Certamente Internet. Si devono però consultare siti di grandi università o Istituti scientifici e governativi. Perché spesso la falsa notizia è dietro l’angolo, cioè proposta con troppa enfasi o come soluzione miracolosa ed immediata.

Share This Post

GoogleRedditBloggerRSS

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>