Il Regno di Aztlan: reunion (di) Sinistra contro Renzi…

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Ronnie, Elfo di Sinistra

Prende la “rincorsa” da Reggio la sfida della sinistra a Renzi in vista delle prossime politiche. L’obiettivo è ambizioso, quello di costruire un nuovo soggetto politico, che superi le sigle e possa vincere le elezioni grazie ad un’agenda “coraggiosa” di sinistra. Insomma, non un’operazione di pura testimonianza politica. “C’è un popolo progressista che si sente senza casa, che non ha capito le politiche fatte negli ultimi anni dal renzismo e che ci chiede un’alternativa. A questo dobbiamo lavorare superando divisioni e unendo”, dice il coordinatore di Mdp Roberto Speranza ai Chiostri della Ghiara, dove, oltre a lui, per la chiusura di Politicamp, ci sono il “padrone di casa” Pippo Civati, Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, e il portavoce di Campo Progressista, Alessandro Capelli.

nuovo-soggettoLa parola d’ordine è unità. “Per favore non dividiamoci – s’appella Civati -, non lo capirebbe nessuno: se facciamo due liste andiamo incontro ad una tragedia politica. Facciamo un manifesto tutti insieme e da domani mattina cambiamo l’Italia, perché questo è il nostro compito”. Il momento per costruire qualcosa di nuovo a sinistra è propizio, col Pd “ferito” dalla batosta elettorale subita alle amministrative e, ancora una volta, diviso al suo interno. Speranza, nel suo intervento, è durissimo verso il Partito democratico: “Ha fallito, è un partito centrista e personale che sta dalla parte di chi ha vinto e non di chi è rimasto indietro”. E ancora: “Basta con la sinistra che imita la destra”. L’appello è a “una politica coraggiosa che metta insieme un’agenda radicale con una politica di Governo”. Poi la stoccata, una delle tante nel corso della mattinata, sul tema attualissimo dell’immigrazione: “Se si fa a gara con Salvini su chi ha la ruspa più grossa, vince Salvini”. Concetto ripreso anche da Fratoianni: “Il problema della sinistra è che a un certo punto ha fatto una politica di destra”. Anche da Sinistra Italiana arriva l’appello all’unità – “ce lo chiede la gente che incontriamo”. Appello raccolto da Civati che, da quando è uscito dal Pd, sta cercando di costruire una forza alternativa, realmente competitiva. “Per la prima volta non è più un dibattito tra correnti del Pd ma fuori dal Partito democratico- spiega -, dobbiamo essere meno presuntuosi con chi esce dal Pd: anche chi esce per ultimo è il nostro primo elettore. Il messaggio più importante è la squadra, il motivo per cui il Pd è finito è perché si è deciso di avere un capo a cui dire sempre di sì”. Ora, dice Civati, “dobbiamo fare una campagna elettorale insieme non per prendere un voto in più del 3%, ma per prendere un voto in più degli altri”.

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