Fantozzi non avrebbe avuto dubbi: “Twin Peaks 2017 è una c…ata pazzesca”

fantozzi

Il famoso e liberatorio sfogo fantozziano

Qui, 25 anni dopo, il problema è solo uno, e ha nome e cognome: David Lynch, il regista e ideatore della serie, assieme a Mark Frost. Un conto è il genio visionario, il linguaggio metaforico, metafisico e meta-quello-che-volete-voi, Lynch è sempre stato così in (quasi) tutti i suoi film, anche se ha dimostrato di saper parlare il linguaggio comprensibile anche a noi spettatori da bar (vedi “Elephant Man” e “Una storia vera”, ad esempio), altra faccenda è invece non avere uno straccio di ragione per riesumare Twin Peaks, nascondendosi dietro il paravento di un linguaggio incomprensibile ai più.

Questo “Twin Peaks-Il ritorno” è naturalmente piaciuto un sacco alla critica colta, la stessa che ride quando Fantozzi sentenzia che la famosa Corazzata è una c…ata pazzesca, non capendo che sta prendendo in giro proprio lei, la critica che riesce a individuare la cifra artistica di un’opera solo nella sua lontananza dalle menti semplici. Noi del Bar De Curtis – dove lo ricordiamo si parla di cinema come di calcio, ovvero “pane e salame”, senza competenze e senza termini adeguati – dopo 9 puntate ci siamo arresi. Sedotti dall’inizio, da nani, giganti, stanze rosse e demoni, accarezzati dal doppio Cooper, l’agente FBI posseduto dallo spirito maligno alla fine di Twin Peaks, ma poi clamorosamente abbandonati e disillusi da scene inutili, viaggi nel tempo, silenzi interminabili e bombe atomiche nel deserto del New Mexico. E vi assicuriamo che non stiamo buttando esempi lì a caso.

twinMagari si riprenderà la serie cult, dalla decima alla diciottesima puntata diventerà un capolavoro, ma per noi basta così, ci fermiamo qui. Ci perdonerà il maestro dell’onirico Lynch (stavolta sempre regista, a differenza di 25 anni fa): non capirci una mazza è un conto ed è colpa dello spettatore, ma buttare delle scene lì a caso per allungare il brodo è un peccato di presunzione dell’autore. Dov’è l’atmosfera del vecchio Twin Peaks? Dov’è Twin Peaks stesso, location marginalissima in questa nuova serie? Dove sono i particolari macabri, i non-vedo-ma-immagino, scene disturbanti e violente come quella della rivelazione dell’assassino?

Ci vuole rispetto per chi investe sangue, sudore e soldi in un progetto, Twin Peaks 2017 incluso. Ma ci vuole rispetto anche per chi ti regala ore della propria vita, davanti allo schermo. E si aspetta almeno di non essere preso in giro, se non si ha nulla da raccontare.

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8 Responses to Fantozzi non avrebbe avuto dubbi: “Twin Peaks 2017 è una c…ata pazzesca”

  1. alberto 18 luglio 2017 at 10:31

    Con permesso e con rispetto.. sono di tutt’altra idea… se amate il cinema pane e salame … vi meritate tutti i cinepanettoni di questo mondo.. quindi Boldi e De Sica (figlio) a manetta… il silenzio di cui ti lamenti è l’essenza dell’ascolto di ciò che è celato nel profondo.. una critica così superficiale non la merita proprio Lynch… nella prima scena della nuova serie il Gigante invita Cooper (nella loggia bianca) al Silenzio… all’ascolto dei suoni… ma lo so, voi preferite altro… e poi… che tristezza sarebbe un Twin Peaks uguale a quello di 25 anni fa… è passata un’era geologica dal punto di vista dell’umanità e del suo viaggio su questo pianeta… se avesse fatto una cosa identica voi “critici superficiali” (voi sì meritevoli della “cagata pazzesca fantozziana”) avreste criticato l’immobilismo creativo del regista più grande vivente. Non siete stati in grado di vedere le citazioni a Kubrick e mille altre perle disseminate nelle varie parti di questa meravigliosa terza serie… che lo dicano i fruitori della tv itlo capisco, ma che lo dica un sedicente critico… vi siete appiattiti al piattume… che tristezza

  2. Cosima 18 luglio 2017 at 11:08

    Non ho intenzione di spiegare perché Twin Peaks era ed è un capolavoro… Mi limiterò solo a dire che ” è questo articolo una cagata pazzesca!”.

  3. Marco 18 luglio 2017 at 11:28

    Pienamente in disaccordo. Se non hai bene in mente la trama del film “fuoco cammina con me” e delle 2 serie, sarà difficile capire questa terza serie. A volte anche i minimi particolari possono fare la differenza, talmente è complicata questa terza serie risulterebbe incomprensibile. Tuttavia, se ripassassi sarebbe tutto molto più affascinante. Per non parlare del fatto che questo articolo parte da un tuo punto di vista, senza aver visto tutta la serie fino alla fine non si può commentare a caldo in questo modo.

  4. Alessandro Stamera 18 luglio 2017 at 12:08

    Non sono d’accordo. Per niente.
    Tra tutti i sequel e i reboot che si fanno oggi, questo è l’unico che ha senso di esistere, per questi tre motivi:
    -il finale della seconda stagione era apertissimo e per niente conclusivo;
    -regia, colonna sonora, fotografia e recitazione sono ai massimi livelli;
    -Lynch se ne sta sbattendo dei fan, facendo pochissimo fan service e rinunciando a scene nostalgiche, portando avanti la trama (a tal proposito, guardatevi gli ultimi 4 episodi andati in onda) come se fosse una “normale” terza stagione.

  5. Marco 18 luglio 2017 at 12:34

    non è che QUESTO articolo sia una cagata pazzesca?

  6. Gianfranco Sherwood 21 luglio 2017 at 10:48

    Pienamente d’accordo con l’articolo. Anch’io ho rinunciato dopo la nona puntata. Il che non significa che mi piacciano i cinepanettoni. Perché la vera questione è: perché a me che uno adori TP3 e consideri Lynch un genio non fa né caldo né freddo, mentre i fan accusano sempre chi non apprezza di essere un becero ignorante? C’è chi considera TP3 un capolavoro inarrivabile e chi no. Entrambi, immagino, hanno le loro ragioni – io almeno le ho. E stop.

  7. Roberto 26 luglio 2017 at 15:40

    lasciate perdere, datevi al giardinaggio. Il fatto stesso di citare Fantozzi, come davvero gli ultimi degli spettatori della domenica, vi squalifica irrimediabilmente. E basta con questa idiozia della “cagata pazzesca”! Emancipatevi. Evolvetevi. Crescete.

  8. Fabrizio zanetti 5 agosto 2017 at 17:11

    L’han detto in tanti ma reiterare sembra doveroso di fronte a un ennesimo inno alla mediocrità… E ci vorrebbe tempo per spiegare che i film migliori non son quelli che ti srotolano addosso, ma quelli che coglie l’occhio attento, di chi osserva e non guarda e basta, e che Lynch su questa idea ci ha basato la poetica e la carriera; e chi scrive questo articolo in quanto informatore ha sulle spalle il grave peccato di non aver osservato, di non aver colto quanto di fresco e originale ci fosse, ma soprattutto di non aver aspettato di aver abbastanza caselle per tentare di risolvere il grande, bellissimo puzzle che è ed è sempre stato twin peaks. Non è una serie per tutti chiaramente, ma eè per tutti quelli che cercano intrattenimento senza cercare disimpegno. Poi nessun accenno tecnico alla fotografia splendida, ma solo l’accusa dell’impaziente, il “non ha senso” di chi non ha mai capito il vero senso di twin peaks, dal 90 a oggi… in una frase: NON fidatevi di questo articolo