Il Pd è anche Malato: continua il travaso ex forzista tra le fila renziane

“Ho già votato Renzi nella prima tornata”, nelle assemblee di circolo. “Mi sono iscritto al Pd proprio per sostenerlo”. Tra i neoiscritti al Partito democratico reggiano, c’è anche chi non t’aspetti di trovare. Il circolo è quello di S.Prospero Strinati, in città, un tempo roccaforte rossa, e la new entry è un nome noto della politica reggiana, quello di Emiliano Malato, ex consigliere comunale di Forza Italia e oggi “convertito” al renzismo.

ANCHE L'EUROPA E' MALATICCIA. Pienone, giovedì 20 aprile, per la lectio magistralis di Massimo Cacciari in Sala Tricolore a Reggio

ANCHE L’EUROPA E’ MALATICCIA. Pienone, giovedì 20 aprile, per la lectio magistralis del filosofo Massimo Cacciari in Sala Tricolore a Reggio, dove l’ex sindaco di Venezia ha parlato di “prospettive europee e mondo globale”.

Una marcia di avvicinamento, la sua, iniziata nel 2014 quando con Vanda Giampaoli e Mario Poli fu tra i promotori di una lista civica a sostegno di Luca Vecchi. Ora arriva l’iscrizione ai democrat con l’obiettivo di sostenere la candidatura di Matteo Renzi nella fase congressuale. “C’è una forte crisi nel Pd, a livello locale e nazionale – spiega Malato -. Stanno cercando di ricompattarsi, laddove è possibile, e facendo entrare nuova linfa. E’ quello che devono fare, altrimenti non vanno da nessuna parte. Nel partito Renzi sta dando spazio agli uomini più riformisti e sta strizzando l’occhio a persone con la mia stessa storia. Ora dobbiamo rimetterci in pista tutti insieme e portare l’Italia sulla retta via”.

Tanta l’attesa per l’esito, in termini percentuali, delle primarie del 30 aprile. “Spero – confida l’ex consigliere comunale – che potrà esserci un Pd diverso rispetto a quello che c’è stato fino a ieri, ci sono le persone e le carte in regola per fare qualcosa di positivo”. Lo scenario post primarie, dipinto da molti commentatori politici in queste ore, è quello di un partito del capo, il PdR, cioè il partito di Renzi. E non è un caso che anche a Reggio Emilia, terra dove l’ex minoranza guidata da Bersani raccoglieva parecchi consensi specie nella base, l’ex premier nei circoli abbia non solo vinto, ma sia cresciuto numericamente. La trasformazione di fatto c’è già stata. Il dna è mutato e il partito, con buona pace della base di sinistra, è cosa diversa da quello che nacque nel 2007. L’adesione di Malato ne è un segno, come l’endorsement di un’altra ex di Forza Italia, Vanda Giampaoli, folgorata da tempo sulla via del nuovo corso renziano.

“Quello che ha fatto Renzi mi è piaciuto molto – racconta Malato a proposito della sua adesione ai dem -, il dar spazio ai giovani, il dar vita a una nuova classe politica rispetto a personaggi che sopportavamo da anni come i vari Bersani e D’Alema. Ho apprezzato molto la rottamazione. Nel frattempo si è verificata la crisi del centrodestra, l’esperienza politica da cui provenivo. Ho amici con cui ho condiviso un percorso e delle idee che fanno parte del gruppo riformista del Pd, mi sono avvicinato al loro mondo e ben volentieri ho fatto la tessera del Pd per sostenere Renzi”.

Secondo Malato oggi l’alternativa a Renzi non c’è. “Gli elettori di centrodestra non hanno più punti di riferimento, non ritengono i 5 Stelle in grado di guidare il Paese – racconta -, io ho sposato quello che, in questo momento, ritengo essere un progetto migliorativo per l’Italia. Non sono troppo convinto perché purtroppo sono sempre rimasto deluso dalla politica ma dobbiamo ricominciare a credere in qualcuno e in qualcosa. Ho fatto la mia scelta e ci ho messo la faccia”. Le primarie saranno il vero banco di prova per il Pd renziano.

“C’è un gruppo molto valido nel partito che ha fatto fatica a emergere per quei meccanismi legati alla vecchia gestione – fa notare Malato -. Speriamo che vincano i riformisti del Pd, anche grazie alle persone che stanno entrando nel partito e che provengono da quel mondo che ruotava intorno al centrodestra”.

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