La profezia di Civatino: il leader di “Possibile” preconizza una nuova scissione nel Pd

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Pippo con quella “sagoma” di Renzi…

“Il primo maggio ci sarà l’ennesima rottura”. Il leader di Possibile, Pippo Civati, che è stato il primo a lasciare il Pd renziano, profetizza nuove scissioni nel Partito democratico dopo le primarie del 30 aprile. Civati, a Reggio Emilia per incontrare gli aderenti del suo movimento, parla della sua nuova scommessa politica, quella di costruire, in vista delle prossime scadenze elettorali, un’alleanza fra la sinistra e gli ex grillini.

Civati, è sicuro che ci saranno altri addii nel Pd?

Non si festeggiano mai le scissioni o i momenti di divisione. Io non ero felice di andarmene dal Partito democratico. La mia è stata un’assunzione di responsabilità verso una linea politica che non condividevo più e che mi preoccupava.

Altri ora l’hanno seguita…

Tre anni fa iniziai a parlare di diaspora, di un andarsene alla spicciolata prima degli elettori, poi di alcuni corpi sociali, quelli sindacali, quelli legati all’ambientalismo, cioè di settori tradizionalmente vicini al centrosinistra.

Torniamo allo stato di salute del Pd.

Quella di Renzi è una leadership non inclusiva, che non ammette di sbagliare, che non ammette un confronto alla pari, è sempre molto prepotente, come vediamo anche in queste ore. Il 30 aprile celebreranno i risultati poi il primo maggio qualcun altro se ne andrà. In generale sarà sempre più difficile per Renzi tenere insieme uno schieramento di forze.

Ammetterà che ora l’area a sinistra del Pd è molto affollata…

La colpa però è di colui che poteva decidere diversamente, che poteva ascoltare Bersani, Civati e rendersi conto d’aver preso una batosta sonora al referendum. Risultato che noi avevamo previsto. Sulla Costituzione non si è fatta una polemica di corrente. Il primo di maggio ci sarà l’ennesima rottura…

Poi ci saranno le amministrative…

Il Pd non mi sembra messo molto bene. Se non cambia atteggiamento, le persone continueranno ad andarsene. E non lo dico con soddisfazione…

A Reggio Emilia alle assemblee di circolo ha votato poco più della metà degli iscritti. E’ sorpreso?

Da sempre è così. Il test vero sarà sulle primarie aperte. Sarebbe ora di legiferare su primarie, congressi, status di partiti, così almeno facciamo le cose senza ricorsi e contenziosi. L’impressione è che non sia una questione di numeri, ma di sentimenti, passioni, relazioni che si sono oggettivamente spente. L’abbiamo visto anche a Reggio Emilia dove alcuni sono andati in Mdp e altri ci hanno raggiunto in Possibile.

Ricette?

Fare un movimento a sinistra che si presenti con un’unica formula elettorale, ognuno con la propria specificità ma con la generosità di costruire un progetto insieme. Se ci riusciremo, potremo arrivare anche a due cifre e a quel punto decidere qualcosa nel prossimo parlamento in competizione col Pd, con i 5 Stelle e con le altre forze politiche che si presenteranno alle elezioni. Una sinistra, con i suoi valori belli e tradizionali ma sempre validi, che si apre alla società, a quella impegnata ma anche a quella che vuole qualcosa di diverso.

Come la mettiamo con Mdp? A livello locale c’è un’alleanza stretta col Pd.

A Roma continuano a sostenere il governo Gentiloni, c’è un po’ di cortocircuito. Agli esponenti di Mdp chiedo di dirci subito se intendono stare col Pd o se invece vogliono costruire qualcosa di autonomo che sia in competizione col Pd. E’ la stessa questione che abbiamo posto a Pisapia. Se l’obiettivo era costruire una costola del Pd allora stavamo dentro.

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One Response to La profezia di Civatino: il leader di “Possibile” preconizza una nuova scissione nel Pd

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    Enrico Facchini 19 aprile 2017 at 18:15

    Sostanzialmente d’accordo con l’analisi. Mi piacerebbe essere ottimista sulla prospettiva futura, ma dubito fortemente che possa essere davvero positiva.

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