Il trionfo di Bacco

Vinitaly a Verona nel weekend: il meglio di uno dei prodotti più amati al mondo

Tutto pronto, aziende, viticoltori, operatori della ristorazione e appassionati del buon bere, per la 51esima edizione di Vinitaly, manifestazione fieristica a respiro internazionale che come ogni anno si tiene a Verona, presso i padiglioni dell’Ente fiera in prossimità dell’uscita autostradale Verona ovest.

vinoDa domenica 9 aprile, per 4 giorni, oltre 4mila espositori, singolarmente oppure in gruppi territoriali o di impresa, daranno il meglio per far conoscere i loro prodotti offrendo assaggi, dispensando informazioni, mettendo in mostra le loro peculiarità verso un pubblico che si è sempre dimostrato, edizione dopo edizione, in grado di apprezzare quanto glie viene proposto.
Come sempre è la speciale atmosfera di questo evento, il clima che, edizione dopo edizione, si respira a quella fiera, che, oltre all’altissima qualità dei prodotti esposti, la rendono un evento imperdibile.

Probabilmente, sociologicamente parlando, una fiera assume la personalità dei suoi frequentatori e viceversa: alla raffinata fiera della piastrelle troviamo squadrati manager tirati a lucido, alla robusta fiera dell’agricoltura troviamo persone schiette e concrete, alla impalpabile fiera dell’informatica, troviamo gente con la testa tra le nuvole che parla in codice decifrabile solo con l’apposito manuale di istruzioni. Se ci fosse la fiera dei ragionieri, troveremmo probabilmente gente in grigio con il registro dare/avere sotto braccio al posto dell’agenda. Ma il Vinitaly è diverso: la gente sorride. La gente si intende con uno sguardo, levate di calici tra sconosciuti suggellano istanti di perfetta intesa che si perdono nella corsia e si rinnovano stand dopo stand.

Ci trovi, a disposizione per un assaggio libero o serviti da camerieri cortesi, raffinatissimi spumanti a fianco di vinelli da osteria ma in ogni caso l’oste, cioè il produttore presente con il suo stand, ve li offrirà come se quello che viene versato fosse un nettare preziosissimo, l’annata perfetta, il lotto irripetibile: in fondo si tratta del frutto di anni di fatica e di una sapienza sedimentata per generazioni e affinata in botti speciali; ah, come la raccontano bene la storia dei loro vini, poesia che arricchisce anche il gusto.. Quel momento, il versare dalla bottiglia al calice perché tu possa assaggiare ed apprezzare, è uno slancio di orgoglio del produttore, vuol farti davvero sentire quanto sia speciale il suo vino, e non necessariamente per venderti la bottiglia, è più una questione personale. E mentre sorseggi, in genere ti guarda e tu non puoi fare altro che ringraziarlo sentitamente anche se in fondo magari quel vino non era specialissimo. Ma era speciale il modo, la cornice, il rituale e allora tutto diventa buono e apprezzabile.

Eccessi nel bere? Qualcuno che a fine giornata ha bevuto un po’ troppo c’è ma niente che non si veda davanti a qualsiasi pub un sabato sera. Risse tra ubriachi? Nessuna. Cordialità, strette di mano e facce con gote un po’ rosse a fine giornata ma niente che stoni, anzi, si sente uno spirito di fratellanza amica che altrove difficilmente si trova.

Appuntamento quindi a Verona nei prossimi giorni per assaporare quella parte di cultura di cui l’Italia può davvero andare orgogliosa.

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UNA DIMOSTRAZIONE DI PIGIATURA IN UNO STAND

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