Occhio, torna il rischio bomba

Nel 2009 Obama è stato insignito del premio Nobel per il suo impegno a incoraggiare lo smantellamento degli armi nucleari, espresso nel discorso di Praga nello stesso anno:

<<… L’esistenza di migliaia di armi nucleari è il lascito più pericoloso che ci sia arrivato dalla Guerra Fredda. Tra Stati Uniti e Unione Sovietica non si è combattuta alcuna guerra nucleare, ma generazioni intere di persone hanno vissuto con la consapevolezza che il loro mondo poteva essere spazzato via in qualsiasi momento da un unico lampo di luce.

Oggi la Guerra Fredda non esiste più, ma esistono invece migliaia di questi ordigni. Per uno strano scherzo del destino, la minaccia di una guerra nucleare globale si è sensibilmente ridotta, ma il rischio di un attacco nucleare è aumentato. Un numero maggiore di nazioni è in possesso di queste armi. Le sperimentazioni continuano. Il mercato nero vende e compra segreti nucleari e i materiali per l’atomica abbondano. La tecnologia necessaria a costruire un’atomica si è diffusa. I terroristi sono decisi a comperarne, costruirne o rubarne una… Proprio come nel XX secolo ci siamo battuti per la libertà, adesso dobbiamo essere uniti per il diritto di tutti i popoli a vivere affrancati dalla paura nel XXI secolo… dobbiamo insistere e dire: “Yes, we can”>>.

Obama ha anche indicato il percorso che dovremmo seguire per giungere a un mondo libero dalle armi nucleari.

Molte cose sono cambiate da allora.

Logo dell'Orologio dell'Apocalisse

Logo dell’Orologio dell’Apocalisse

Non a caso le lancette del Doomsday Clock (Orologio dell’Apocalisse) recentemente sono state spostate a soli due minuti e mezzo dalla mezzanotte (*). Questo è l’avvicinamento alla mezzanotte più allarmante dal 1953, quando Stati Uniti e Unione Sovietica sperimentarono le loro prime armi termonucleari (bomba H).

La decisione di far avanzare la lancetta dei minuti è stata spinta dall’accresciuta inquietudine circa le sorti del Pianeta a causa “del forte aumento del nazionalismo nel mondo, delle dichiarazioni del presidente Donald Trump sulle armi nucleari, del riscaldamento climatico, del deterioramento della sicurezza mondiale in un contesto di tecnologie sempre più sofisticate così come di una crescente ignoranza delle competenze scientifiche…”.

Altri fattori hanno portato ad avvicinare la mezzanotte: il continuo sviluppo delle armi nucleari nella Corea del Nord, la modernizzazione degli arsenali nucleari degli Stati che già ne dispongono, (ci sono ancora circa 16000 bombe operative negli arsenali delle potenze nucleari), la tensione crescente tra India e Pakistan (che pure ne hanno), la stagnazione delle trattative per il disarmo; La Russia sta preparando nuovi missili e i silos per ospitarli, nuovi sottomarini nucleari della classe Borei e nuovi missili mobili su rotaia…

A ciò si aggiungano: le preoccupazioni, sotto l’amministrazione Trump, sulla tenuta degli accordi Stati Uniti-Iran e il deterioramento delle relazioni Russia-Stati Uniti (tensioni in Ukraina e in Siria).

Secondo stime governative, i progetti per modernizzare il settore nucleare costeranno agli USA 400 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.

E questa cifra rappresenta solo il 6% del budget complessivo per la difesa nello stesso decennio!

Non ignoriamo che, smentendo le coraggiose dichiarazioni all’inizio del mandato, fu lo stesso Obama ad avviare i programmi per nuovi ICBM (missili balistici intercontinentali) e per i cruise a lungo raggio. Ma con Trump la situazione si è aggravata, poiché ha dichiarato: “The United States must greatly strengthen and expand its nuclear capability”.

Le Nazioni Unite, sotto la pressione della maggior parte degli Stati non nucleari, stanno assumendo, per il 27 marzo, una storica iniziativa per il disarmo nucleare del mondo.

Il  "fungo" causato dall'esplosione della prima bomba all'idrogeno: liberò un'energia pari a 10-12 megatoni, ossia quasi mille volte superiore a quella della bomba di Hiroshima

Il “fungo” causato dall’esplosione della prima bomba all’idrogeno: liberò un’energia pari a 10-12 megatoni, ossia quasi mille volte superiore a quella della bomba di Hiroshima

Un folto gruppo di scienziati ha aderito a una lettera aperta in supporto all’iniziativa dell’ONU. In essa si legge, tra l’altro: “Singole esplosioni possono distruggere intere città, le ricadute radioattive possono contaminare regioni… Una tale guerra è meno improbabile di quanto si possa pensare, perché può iniziare per errore o per una provocazione terroristica; si sono già realizzati molti incidenti e falsi allarmi che avrebbero potuto innescare la guerra nucleare… Le armi nucleari non minacciano solo gli Stati che ne dispongono, ma tutta la popolazione della terra”.

Recentemente il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione nella quale, tra l’altro si impegna il Governo: “a prendere attivamente parte alla conferenza Onu di New York… supportando gli Stati non nucleari e la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) nel pervenire l’abolizione giuridica degli ordigni nucleari, adempiendo in tal modo agli stessi obblighi del Trattato di non proliferazione nucleare”.

L’Unione Scienziati Per il Disarmo (USPID) ha proposto, tra gli argomenti del prossimo, tradizionale, Convegno di Castiglioncello: <<Rischi di guerra nucleare: “lancio su allarme” invece che “lancio su attacco”, crisi mal gestite…>>.

Ricordiamo che Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha partecipato all’ultimo Convegno di Castiglioncello con un interessante intervento sulle armi nucleari che tuttora stazionano sul territorio italiano: circa 70 bombe.

Il Governo italiano potrebbe dare un piccolo segnale in questa direzione: rifiutare la presenza di armi nucleari sul nostro territorio, quindi richiedere il ritiro di quelle presenti, rifiutandone l’ammodernamento già progettato.

Il 23 giugno 2009 la Camera, e il 17 dicembre il Senato, hanno approvato, con il consenso di entrambi gli schieramenti, mozioni che incoraggiano il Governo a sostenere, in ogni sede internazionale multilaterale, l’obiettivo di costruire un mondo libero dalle armi nucleari.

E ricordiamo anche una mozione – a prima firma Mogherini – approvata dalla Camera dei Deputati già il 3 giugno 2010 da tutte le parti politiche, che “impegna il Governo:

–          a svolgere un ruolo attivo a sostegno delle misure di disarmo e non proliferazione nucleare in tutte le sedi internazionali proprie, confermando e rafforzando la visione sancita dal vertice G8 dell’Aquila per un mondo senza armi nucleari ….

–          a sostenere passi concreti per il rafforzamento del regime internazionale di non proliferazione …..

–          ad approfondire con gli alleati, nel quadro del nuovo concetto strategico della NATO di prossima approvazione, il ruolo delle armi nucleari sub-strategiche, e a sostenere l’opportunità di addivenire – tramite passi misurati, concreti e comunque concertati tra gli alleati- ad una loro progressiva ulteriore riduzione, nella prospettiva della loro eliminazione.”

L’opinione pubblica in genere non è al corrente della situazione. E’ augurabile che le iniziative indicate e altre che auspicabilmente avranno luogo possano risvegliarne l’attenzione e, soprattutto, possano sollecitare i governi ad azioni che invertano la marcia, in modo da garantire al mondo una maggiore sicurezza e a ridurre gli intollerabili sprechi di risorse.

(*) Un orologio simbolico per misurare quanto manca alla fine del mondo; è stato ideato nel 1947. A manovrarlo sono gli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists, tra cui quindici premi Nobel. La mezzanotte segna la fine del mondo. Ogni volta che la lancetta dei minuti si avvicina alla fatidica ora ‘X’, l’apocalisse diventa più concreta. La massima vicinanza alla mezzanotte (2 minuti) è stata raggiunta nel 1953, dopo i test di armi termonucleari da parte di Usa e Urss, e mantenuta fino al 1960. La massima distanza dalla fine del mondo è stata nel 1991, quando finì la guerra fredda e Russia e Stati Uniti cominciarono a ridurre gli arsenali nucleari. 

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