“A Guastalla serve un regolamento per le antenne di telefonia mobile”

Il gruppo consiliare Guastalla 5 Stelle ha protocollato una mozione che, se approvata nel prossimo Consiglio Comunale (probabilmente a fine marzo), impegnerà l’Amministrazione Comunale ad attivarsi per approvare un regolamento che pianifichi le aree del territorio idonee ad ospitare future antenne di telefonia mobile e similari.

antenneDi seguito gli obiettivi che il piano antenne dovrebbe perseguire:

1) individuare la miglior localizzazione possibile degli impianti, al fine di minimizzare i livelli di emissioni elettromagnetiche, in applicazione del principio di precauzione e prevenzione di derivazione comunitaria, con particolare riferimento alle aree sensibili e assicurando agli utenti della telefonia la miglior copertura del servizio;

2) minimizzare l’impatto, anche visivo, degli impianti per telefonia mobile, relativamente al territorio, al paesaggio e al patrimonio storico, culturale ed ambientale del territorio;

3) garantire una razionale distribuzione degli impianti di telecomunicazione per telefonia mobile anche attraverso iniziative di coordinamento delle richieste di autorizzazione presentate dai diversi gestori;

4) assicurare preferenza a siti comunali o di proprietà pubblica, ove esistenti e disponibili, per la realizzazione delle installazioni, privilegiando comunque (anche al di fuori di aree pubbliche) soluzioni di utilizzo plurimo della medesima struttura, ove non esistano controindicazioni relative ai livelli di esposizione della popolazione;

5) avviare tavoli di confronto con le compagnie di telefonia mobile assicurando trasparenza dell’informazione e massima partecipazione alla cittadinanza e ai titolari di interessi pubblici o privati, ai portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati;

6) esercitare azioni di controllo e vigilanza sanitaria e ambientale secondo quanta disposto dalla L. 36/2001;

7) destinare, se possibile, le risultanti risorse economiche ad interventi di censimento degli impianti esistenti, di monitoraggio di campo elettromagnetico e risanamento ambientale;

Numerose amministrazioni locali hanno già definito un apposito piano per regolamentare le installazioni di antenne di telefonia mobile e tale regolamento è uno dei pochi strumenti a cui può aggrapparsi un’Amministrazione Comunale per trovare un compromesso con i gestori di compagnie telefoniche che sempre più frequentemente richiedono aree comunali per le loro esigenze.

Dopo l’installazione del ripetitore per telefonia mobile al Baccanello a fine 2016 ed il progetto di un impianto per comunicazioni elettroniche nella centralissima Piazza Primo Maggio – e tutte le polemiche dei residenti sotto i due impianti, che si sono costituiti in comitati spontanei e che, per quanto riguarda l’antenna che verrà installata in “Piasola”, stanno raccogliendo le firme di tutti i cittadini contrari a tale impianto – crediamo che regolamentare la pianificazione urbanistica di futuri impianti sia necessario. Come dovrebbe essere necessario da parte dell’Amministrazione coinvolgere e informare preventivamente e in tutti i modi possibili i cittadini che da un giorno all’altro si troveranno sulla testa un’antenna per telecomunicazioni. (L’assemblea pubblica per i cittadini del Baccanello è stata convocata solo dopo l’installazione dell’impianto!)

A tutt’oggi nel nostro Comune non esiste un piano specifico che regoli l’insediamento delle stazioni radio base per telefonia mobile o impianti di comunicazioni elettroniche che costituiscono importanti sorgenti di immissioni elettromagnetiche; la mancanza del suddetto Piano inibisce oggi al Comune la possibilità di valutare e definire i luoghi consoni ad ospitare stazioni radio base per la telefonia mobile, tenendo conto del principio di minimizzazione del rischio. In difetto di tale strumento di pianificazione ciascun gestore del servizio di telefonia mobile è legittimato, ai sensi del Codice delle comunicazioni elettroniche, così come modificato dalla Legge n. 73 del 22.05.2010 e dalla Legge n. 164 del 11.11.2014 ad avviare la procedura di installazione tramite SCIA, essendo tali impianti dislocabili in ogni parte del territorio in quanto assimilati ad opere di urbanizzazione primaria;

Con l’adozione del “Piano Antenne”, l’Amministrazione Comunale potrà, pur nel rispetto delle competenze previste dalla legge quadro 36/2001, perseguire l’obiettivo della tutela della salute dei cittadini e della salvaguardia del loro diritto a non veder deprezzati i propri immobili, pianificando il posizionamento degli impianti in funzione di siti sensibili e, tenendo conto in ogni caso del principio di precauzione, minimizzando l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici; un aspetto – quello dei rischi da esposizione ai campi elettromagnetici – da non sottovalutare, visto che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato nel 2011 la radiofrequenza come “possibile cancerogeno per l’Uomo” in Classe 2B, smentendo che esistono solo effetti termici di tali campi.

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