L’Emilia chiama la Silicon Valley: “Ibm investa qui”

La Regione prova a convincere Ibm a investire sul territorio, forse per un centro di ricerca su materiali e sanità, e nello stesso tempo guadagna spazi nella Silicon Valley accompagnando imprese e start up nella patria dei colossi del web. Sono alcune delle novità annunciate dalla giunta dell’Emilia Romagna dopo la missione a New York che ha visto imprese emiliane e dirigenti della Regione incontrare imprenditori, istituzioni e finanziatori degli Usa, come unica regione italiana al sesto forum “Italy meets the United States of America”.

Le start up in Emilia-Romagna sono 770, dopo la Lombardia, ma contando la concentrazione per abitanti l’Emilia svetta con 170 start up per milione di abitanti, contro 150.

Stiamo dimostrando che possiamo competere con qualsiasi territorio avanzato del mondo, dobbiamo essere più orgogliosi di quello che siamo”, afferma il presidente della Regione Stefano Bonaccini, invitato in questi giorni da Ibm a visitare il centro di ricerca del colosso informatico a Yorktown Eights. “Mi auguro che possa portare a futuri investimenti in Emilia-Romagna”, ha detto ieri Bonaccini, rivolgendosi a Fabrizio Renzi, responsabile ricerca di Ibm Italia. “Vorrei tanto – ha detto quest’ultimo – ci stiamo lavorando”.

Ibm del resto ha appena annunciato grossi investimenti a Monaco e, forse, a Milano. “Sono molto interessati alle strutture di calcolo presenti in regione”, sottolinea l’assessore alla Formazione Patrizio Bianchi, che ricorda il Cineca, il Centro per i cambiamenti climatici, il Cnr, l’Enea, le Università e gli istituti di ricerca. Altro capitolo affrontato quello dell’accompagnamento delle piccole imprese innovative e delle start up verso gli Stati Uniti. Alla presenza consolidata di Aster, società tecnologiche, da inizio anno si sono aggiunti degli spazi fisici a San Francisco dove la Regione ospiterà nuovi imprenditori e aziende che vogliono fare un bagno di innovazione nella Silicon Valley.

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