Piange il telefono… Delrio lamenta il silenzio comunicativo di Renzi

delrio-fuorionda-su-renzi02-660x350delrio-renzi-873925A poche ore da un’assemblea che rischia di segnare una drammatica scissione, il giorno dopo le nuove tensioni tra la minoranza e la corrente maggioritaria del segretario, un nuovo capitolo agita la già tesissima situazione all’interno del Partito Democratico.

Protagonista stavolta è il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, da sempre al fianco di Matteo Renzi, che in un fuorionda critica la linea dell’ex premier e dei «suoi» nella gestione del partito.

La registrazione. Doveva essere una conversazione «a due» ma un microfono rimasto in funzione l’ha fatta diventare pubblica. Siamo nella sede nazionale del Pd, giovedì mattina, e si tiene un forum sul trasporto pubblico di Roma. Poco prima dell’inizio dei lavori Delrio e il presidente della Commissione Trasporti della Camera Michele Meta parlano della situazione del Pd. In un audio registrato si sente Meta chiedere delle mosse della minoranza. Delrio risponde a bassa voce, sostiene che «una parte ha già deciso», ma poi attacca i renziani: «Capiscono un cazzo». Infine ministro critica direttamente il segretario dem, che non «può trattare questa cosa qui come un passaggio normale» e che «non ha fatto neanche una telefonata».

Il dialogo. Questo il dialogo tra Meta e Delrio di giovedì alla sede del Pd.
Meta: «Ma quindi secondo te barano o fanno sul serio? (riferito agli esponenti della minoranza».
Delrio: «No fanno sul serio. Una parte ha già deciso. Poi ci sono dentro anche i renziani… che diminuiscono i posti da distribuire, no? Una cosa che fa vantaggio, capiscono un cazzo, perché sarà una cosa come la rottura della diga in California, c’è una crepa e l’acqua dopo non la governi più».
Poi i due passano a parlare di Matteo Renzi:
Meta: «Lui si adopera per contrastare sta roba, Matteo?».
Delrio: «Si è litigato di brutto perché non è che puoi trattare questa cosa qui come un passaggio normale. Cioè, tu devi far capire che piangi se si divide il Pd, non che te ne frega, chi se ne frega. Non ha neanche fatto una telefonata, su… come cazzo fai in una situazione del genere a non fare una telefonata?».

La replica di Delrio. In mattinata poi, entrando a Palazzo Chigi, il ministro è tornato sulla questione del fuorionda. Secondo Delrio Matteo Renzi «ha fatto più di una telefonata» e per evitare la rottura «ha concretamente dato segnali di amplissima disponibilità». Inoltre l’appello di Renzi per scongiurare la scissione lanciato dalle pagine del Corriere «è molto importante: ha tolto ogni alibi a coloro che pensano che la scissione si possa fare su una settimana in più o in meno per il congresso. Se qualcuno ha deciso nessuno lo farà desistere, ma tutti sono indispensabili nel partito e adesso non ci sono più alibi. È il momento della responsabilità da parte di altri, la maggioranza ha fatto tutto il possibile».

(Corriere della Sera online)

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2 Responses to Piange il telefono… Delrio lamenta il silenzio comunicativo di Renzi

  1. Mauro Bigi 17 febbraio 2017 at 13:07

    Bersani ha la memoria corta. Nel 2013 il partito democratico ha preso il 25%. Con Renzi alle Europee ha toccato il 40%. Col Referendum, da soli, ancora sopra il 40%. Oggi PD si aggira al 31%. La scissione c’è stata con lui

  2. Catia Iori 17 febbraio 2017 at 13:17

    Caro PD(unito), aiuta le persone oneste, giovani dentro, pulite, piene di ideali, a non spegnersi.In Italia ci sono troppe urgenze da risolvere, il lavoro che non c’è, specie dei giovani, sacche di povertà che si allargano a a macchie d’olio, anziani da supportare, immigrati da sostenere e includere, bellezze uniche da tutelare, natura e paesaggi da preservare…Cè tanto da fare.Credo che ci sia intorno a me gente formidabile, colta, preparata, impegnata che lotta contro le diseguaglianze e che difende la libertà e l’impegno dei cittadini normali.
    Caro Pd, cerca di meritare la fiducia degli elettori perchè altrimenti ti spezzi, ti dividi, e rimaniamo tutti confusi e fragili.
    Abbiamo bisogno di politica vera che nonostante i suoi stracci, i suoi affari loschi, la vanagloria di troppi, non è poi una scelta così difficile.Anzi direi che oggi non è una scelta, è una necessità, uno stato di fatto, è l’esercicio quotidiano di chi esiste accorgendosi che altri esistono.In fondo, non è solo l’interesse personale che muove le persone e agita il mondo.
    Io voglio rumanere accesa e non spegnermi tra mille folate di vento che mi fanno venire voglia di scappare via…
    Oggi io , come altri abbiamo bisogno di un messaggio di fiducia per il futuro.Insieme, uniti, si può