Non c’è più religione: storia di 9 euro e 30 centesimi (!) spesi male nella notte di Natale

ReligioneNon c’è più religione

Regìa: Luca Miniero

Top star de noantri: Alessandro Gassmann, Claudio Bisio, Angela Finocchiaro

Italia 2016

Politicamente corretto e noiosamente buonista, affossato dall’assenza di situazioni divertenti. In una parola: impresentabile. “Non c’è più religione” paga anche colpe non sue, ovvero i 9,30 euro che si piglia l’UCI Cinemas nella notte di Natale alla cassa, un salasso che indispone non poco anche lo spettatore più bendisposto, ma il film non ha nulla da dire. E non avrebbe avuto nulla da dire anche col biglietto a 3 euro, anziché il corrispettivo di 6 litri di benzina (che ci sia l’accise anche sull’ingresso al cinema?).

Dopo “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”, Luca Miniero ci regala “Benvenuti all’isola più inverosimile d’Italia”, dove si mal sopportano cristiani e musulmani, e nel finale spuntano pure una buddista e un lama. La “trama” (la spasmodica ricerca di un bimbo che interpreti il ruolo di Gesù Bambino in un presepe vivente) volendo sarebbe pretesto per satireggiare d’altro, dal calo delle nascite all’intolleranza delle confessioni religiose; ma il regista in realtà vuole solo raccontare la sua storiella di burro. Bene. Facesse almeno ridere non sarebbe un problema.

Quindi, riassumendo: nove euro e trenta centesimi per novanta minuti di sofferenza in attesa della fine, nove euro e trenta centesimi per vedere Claudio Bisio, Alessandro Gassmann e Angela Finocchiaro che tentano invano di strappare almeno un 6 pagella, nove euro e trenta centesimi per rimpiangere il cinema Boiardo a 10mila lire, nove euro e trenta centesimi per intristirsi di fronte a “battute” tipo “più ostie, meno kebab”, nove euro e trenta centesimi per rimpiangere addirittura la programmazione natalizia sempre penosamente uguale a se stessa in tv, col Circo sulla Rai e “Una poltrona per due” su Mediaset.

Citando il titolo di un film di vent’anni fa: “L’anno prossimo vado a letto alle dieci”.

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Natale in casa? Ok, passiamo dal cinema all’home video, ovvero dalla padella alla brace.

Biglietto a 9,30 euroSuicide Squad

Regìa: David Ayer

Top star: Ben Affleck, Will Smith

USA 2016

Già pronto il seguito, benissimo

Parafrasando una delle più celebri battute di Woody Allen: Superman è morto, Joker muore (forse) e nemmeno Batman si sente molto bene, tanto è vero che scompare ben presto da questo film, lasciando il palcoscenico a supercriminali con poteri spettacolari, tipo essere matti o lanciare boomerang. Ma in fondo si tratta solo della millesima pellicola non necessaria tratta dai fumetti, piuttosto inquietante se si pensa che i supercriminali sembrano i buoni. Già pronto il seguito, ok. Non per noi.

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Paradise Beach-Dentro l’incubo

Titolo originale: The Shallows

Regìa: Jaume Collet-Serra

Top star: nessuno

USA 2016

E dire che l’idea ci sarebbe pure: bonazza sola e imprigionata su uno scoglio, con uno squalo pronta a trasformarla in un pasto. A fare acqua però non è solo l’oceano, ma pure tutto il resto, tra gente che appare e scompare, che non vede e che non cerca, morsi che tranciano il metallo ma lasciano attaccati gli arti, meduse, balene e chi più ne ha più ne metta. Poi: volete che non ci sia una bella sutura fai-da-te alla Rambo? E un bel videomessaggio d’addio alla Blair Witch Project? E che dire di un finale che indigna per stupidità del predatore dei mari? Va bene che l’hanno fatto morire in tutti i modi nelle pellicole, ma qui si ride alla grande quando tira le cuoia come l’ultimo dei pesci fessi.

PS: come non rimanere affascinati, ancora una volta, dai traduttori di titoli? Praticamente “The Shallows” si traduce con due parole inglesi (paradise, beach) più altre due parole italiane (dentro, incubo). Capolavoro assoluto.

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