A Parma non c’è due senza tre: povero Pizza, indagato ancora

maria-elena-boschi-referendum-costituzionale-839878E tre. Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, da poco fuoriuscito dal Movimento 5 Stelle, è di nuovo indagato. Dopo le nomine dei vertici del Teatro Regio (indagine archiviata) e l’alluvione del torrente Baganza nell’ottobre di due anni fa, adesso tocca alla vendita della società partecipata Stu Pasubio che si occupa della riqualificazione di un’ampia zona nei pressi della stazione ferroviaria della città.

Il sindaco è sotto inchiesta insieme all’ex commissario governativo Mario Ciclosi per la cessione della quota di maggioranza della società comunale – fondata negli anni delle giunte civico-poliste – che avrebbe dovuto realizzare un vasto intervento nel quartiere San Leonardo, in buona parte sospeso (se si eccettua il rifacimento della stazione ferroviaria, terminato con fondi pubblici) a causa della crisi del mercato immobiliare e della notevole mole di debiti accumulati. La costruzione e vendita di immobili doveva essere, nelle intenzioni, il principale asset della società partecipata che Pizzarotti decise di cedere già nell’estate 2012, all’indomani della sua elezione.

Il reato per cui si procede è turbata libertà di scelta del contraente, articolo 353 bis del codice penale. Secondo le ipotesi d’accusa, il commissario Ciclosi sarebbe stato d’accordo con l’unico partecipante al bando e conseguente assegnatario, l’azienda Remilia Srl di Reggio Emilia (gruppo Unieco). Pizzarotti avrebbe quindi dovuto modificare il bando. Si tratterebbe di un fascicolo aperto autonomamente dalla Procura nel 2012, all’epoca dell’operazione che provocò alcune polemiche in consiglio comunale. Le indagini sono condotte dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, coordinato dal pubblico ministero Paola Dal Monte.

Il fascicolo era stato aperto nel 2012 in modo autonomo, non in seguito ad esposti presentati La notizia viene confermata dallo stesso sindaco sul suo profilo facebook: “Abbiamo liberato Parma da 40 milioni di euro di debiti, ma risulto indagato. Devo comunicarvi che sono venuto a conoscenza di una nuova indagine nei miei confronti, relativa a una questione di oltre quattro anni fa, quando diventato sindaco da pochissime settimane ho dovuto affrontare il difficile e grave problema del debito di Parma, che sappiamo tutti ha rischiato di mandare la città in default. Sinceramente mi sorprendo dell’indagine, visto che la vendita di Stu Pasubio era una procedura già in atto e visto che la società in questione era una partecipata che aveva oltre quaranta milioni di debiti. Chi l’ha comprata era l’unico soggetto che aveva interesse ad acquisire la partecipazione per completare l’operazione immobiliare. Quello che abbiamo fatto noi, continuando l’operazione del commissario Ciclosi, è stato di liberare i parmigiani da un debito di più di 40 milioni lasciato in eredità”.

Comunque Pizzarotti si dice “tranquillo e sereno, soprattutto perché non mi occupo dei bandi di gara che escono, ci sono i tecnici per questo”. Pizzarotti è stato di recente prosciolto per la vicenda del Regio, ed è indagato per disastro colposo per l’alluvione del 13 ottobre 2014. Il non aver comunicato l’avviso di garanzia sul teatro cittadino a Beppe Grillo è una delle cause che ha provocato il gelo e poi la rottura tra il comico genovese, i vertici del Movimento e il primo (ormai ex) sindaco a 5 stelle di un capoluogo di provincia.

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One Response to A Parma non c’è due senza tre: povero Pizza, indagato ancora

  1. Nabeata Cippa 23 ottobre 2016 at 22:58

    Massimo Fini ha spiegato tutto in questo articolo:

    http://www.massimofini.it/articoli/la-gioia-dei-furfanti-per-i-guai-m5s